Alfabeto magico. I capilettera

I capilettera nascono come le lettere decorate che aprivano un paragrafo nei manoscritti antichi; oltre ad un modo elegante per iniziare un testo era un’occasione per trasformare una semplice lettera in una piccola opera d’arte.
All’interno di una singola lettera trovano posto intrecci geometrici, animali fantastici, figure umane e motivi ispirati all’arte.
Con l’invenzione della stampa i capilettera non scompaiono, ma si trasformano. All’inizio vengono incisi su blocchi di legno da aggiungere alla composizione tipografica, oppure vengono lasciati volutamente vuoti per permettere ai miniatori di decorarli ancora a mano, mantenendo così un legame con la tradizione dei manoscritti. In seguito le iniziali diventano completamente stampate e assumono gli eleganti ornamenti dell’epoca: fogliami, grottesche, allegorie, piccole scene mitologiche o religiose. In certi casi, lo stile dei capilettera diventa così caratteristico da trasformarsi in una sorta di firma visiva della tipografia che li produce.
Anche oggi nell’ambiente digitale i capilettera ritrovano spazio come soluzioni grafiche che aiutano a orientare il lettore e a creare un punto di attenzione.

Tutti i capilettera di questa pagina sono tratti da volumi posseduti dalle biblioteche della Sapienza, tranne quattro, generati dall'intelligenza artificiale. Si riconoscono?